Fama di Santità

Le tappe della fama di santità fino al Processo (1945-1987)

Luglio/dicembre 1945: Il Vescovo di Pavia Mons. Carlo Allorio, il parroco di S. Lorenzo in Mortara (PV) Mons. Luigi Dughera e l’Arciprete di Tremezzo (CO) Mons. Rocco Invernizzi, zio nonchè confessore del SdD, svolgono ciascuno per proprio conto un’indagine cognoscitiva privata sull’ultimo doloroso periodo di vita di Teresio Olivelli nei lager nazisti e soprattutto sulle circostanze della sua morte, rintracciando i testimoni oculari. La ricerca e la relativa raccolta di testimonianze sono espressamente finalizzate all’eventuale apertura della Causa di beatificazione. L’iter della Causa può datare in questo periodo il suo virtuale avvio.

27 gennaio 1946: nel 1° anniversario della morte, il collegio Ghislieri promuove una giornata in ricordo del SdD. Il Vescovo di Pavia celebra una S. Messa, il prof. Romeo Crippa pronuncia un articolato e documentato discorso, riferendo le testimonianze dei superstiti dei lager, molti dei quali sono presenti. Viene inaugurata altresì una lapide ricordo, benedetta da p. Agostino Gemelli.

 

19 maggio 1946: a Mortara si inaugura solennemente una lapide marmorea con artistico altorilievo, alla presenza di tre Vescovi (Mons. Umberto Rossi di Asti, Mons. Giuseppe Angrisani di Casale, Mons. Carlo Allorio di Pavia – è vacante la diocesi di Vigevano), di  numerosi sacerdoti e di una folla immensa proveniente dalla Lombardia e dal Piemonte. Pronuncia un’appassionata e applauditissima orazione ufficiale il futuro capo dello Stato, l’on. Oscar Luigi Scalfaro, esponente dell’Azione Cattolica novarese e deputato all’Assemblea Costituente.

11 maggio 1947: viene presentata ufficialmente la biografia di Alberto Caracciolo, Olivelli: al collegio Ghislieri di Pavia, nel corso del raduno degli ex-ghisleriani. Il volume era stato ideato dallo stesso Collegio Ghislieri come un “lavoro che sia degno del sacrificio di Teresio”, e nel quadro di iniziative atte a perpetuare la memoria dell’antico rettore.

 

Ottobre 1950: nel 5° anniversario della morte del SdD, esce la biografia scritta da Mons. Luigi Dughera, Teresio Olivelli: la prefazione è di Carlo Carretto. L’autore, nella crudezza episodica, nell’accostamento degli scritti di Teresio, come pure nelle eloquenti testimonianze dei testimoni, offre una copiosa raccolta di materiale di prima mano, utilizzabile dai futuri biografi. Il contenuto delle numerosissime lettere di apprezzamento che Mons. Dughera riceve da sacerdoti, religiosi e laici di tutta Italia, offrono la misura dell’ammirazione convinta per l’eroismo cristiano del SdD.

8 luglio 1951: nella chiesetta del Corno d’Aola, sopra Ponte di Legno, viene inaugurata una lapide al SdD, in ricordo di una sua ardimentosa scalata alla parete settentrionale del monte Salimmo. Vi sono molti rappresentanti di varie Associazioni ed Enti: Fiamme Verdi, Alpini, Azione Cattolica, Collegio Ghislieri, Università di Pavia, Parrocchie di Bellagio, Zeme e Mortara. Tra le Autorità sono presenti l’on. Guido Mussini, i Sindaci di Mortara e di Ponte di Legno.

 

16 aprile 1953: con decreto del Presidente del Consiglio De Gasperi, il SdD viene insignito della Medaglia d’oro al valor militare, attribuita alla memoria. La cerimonia di conferimento avviene il 25 aprile seguente nella sala consiliare del Comune di Mortara, alla presenza del Vescovo Mons. Luigi Barbero, del Prefetto di Pavia e del sottosegretario on. Edgardo Castelli; la significativa decorazione è consegnata alla mamma del SdD.

Gennaio – Maggio 1960: nel 15° anniversario della morte, in moltissime località del Nord Italia si svolgono solenni manifestazioni celebrative, nelle quali viene ricordata ed esaltata, con intensità di sentimento, l’eroica immolazione di Teresio. La signifiva ricorrenza quindicinale dimostra la crescente e devota ammirazione a lui riservata. Milano, Pavia, Mortara, Tremezzo, Bellagio, Vigevano, Zeme, Bedizzole/BS, Brescia, Cremona, Sesto San Giovanni, Barzio/LC, sono alcune delle tappe di quella che i giornali definiscono “la catena delle rievocazioni lombarde del martire della carità”.

5 luglio 1965: il Papa Paolo VI, in occasione del 20° anniversario della morte del SdD invia alla madre, sig.ra Clelia, un personale Autografo, attraverso il quale, “ricordando nella preghiera commossa la figura del compianto ed indimenticabile Teresio”, invia la Benedizione Apostolica.

Gennaio 1970: nel 25° della morte, esce la monografia sul SdD scritta dal Vescovo Mons. Luigi Barbero, con l’intento dichiarato di “far conoscere al nostro popolo la figura di questo eroe cristiano che il tempo non scolora”.

Giugno 1970: viene discussa la prima tesi di laurea su Olivelli. Scritta dalla dott. Giuliana Cazzaniga studentessa al’Università Cattolica di Milano, l’opera ripercorre, attraverso gli scritti e le lettere del SdD, le varie tappe della sua esistenza, caratterizzate da costante tensione religiosa e ascetica.

Novembre 1970: il sig. Attilio Baratti di Mortara è incaricato ufficialmente dal Vescovo di Vigevano, Mons. Luigi Barbero, di raccogliere le testimonianze e tutto il materiale riguardante il SdD, in vista dell’apertura della Causa di beatificazione.

7 dicembre 1970: è presentata al Vescovo di Vigevano la prima supplica formale per iniziare la Causa di beatificazione. L’istanza è sottoscritta da 115 tra personalità ecclesiastiche, politico/istituzionali, scolastiche dell’Italia del Nord.

1982: le tre diocesi di Como, Pavia e Vigevano intendono procedere congiuntamente nell’introduzione della Causa; tale progetto si rivela in seguito non realizzabile. Tuttavia hanno luogo nelle tre Comunità diocesane significative celebrazioni, che rinsaldano la fama di santità e di martirio, sostenendo allo stesso tempo l’itinerario processuale.

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